ALBINO PITTI a ROMA

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LUXart Gallery di ROMA con il patrocinio dell’Ambasciata della Repubblica di Bulgaria in Italia e l’Ambasciata di Bulgaria presso la Santa Sede e il Sovrano Militare Ordine di Malta

e in presenza di S.E. prof. Kiril Topalov

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Immagini dal vernissage del 2 Maggio 2019 a cura di Francesca Rinaldi

 

ha l’onore di presentare ALBINO PITTI, il grande pittore italiano di fama internazionale.

In esposizione opere di recente produzione che il Maestro italiano dell’informale astratto presenta al pubblico per la prima volta in assoluto.

Pitti nasce in Italia 1951, di padre tedesco e madre italiana.

Е’ fondatore dell’ “Espansionismo”. Pitti studia arte a Rotterdam e finisce gli studi ad Amsterdam. Sin dalla prima giovinezza si dedica alla pittura ed alla musica come percussionista.

Nel 1971 sviluppa, poco a poco alto individualismo nello stile dell’Espressionismo Astratto, in quel periodo, realizza le sue prime sculture filiformi. A Brescia, inizia esporre opere fatte con macchie di colore, di espressione immediata, per passare poi ad una nuova corrente artistica “ESPANSIONISMO”.

Lavorò alla tragedia di Piazza della Loggia: non sfumò i rossi e trattenne le sue rabbie in bianchi scortati verso il cielo da improvvise illuminazioni di bianco.

Nel 1978 disegna il manifesto dell’Expo di Bergamo, “BIDART”, Biennale dell’Arte contemporanea.

Il Pitti è informale. Dopo l’esperienza del figurativo, egli si è sentito necessariamente “portato” ad evadere dalla pura illustrazione dei soggetti presi in esame per dare libero sfogo alla propria creatività.  Ne risultano opere di pregio, soprattutto per quanto riguarda l’assenza delle immagini.

Si trasferisce a Madrid nei primi anni ottanta. Con il critico Joan Lluis Montané conosce Albert Casals, Pojoul Grau, Barcellò, Paloma Navarres, Broto.

Nel 1988, esposizioni negli Stati Uniti – New York, Dallas, Philadelphia. Espone a Parigi, Milano, Nizza, New York, Philadelphia, Francoforte.

“…Pitti è uno dei maggiori dell`arte contemporanea europea. Creatore del movimento pittorico nominato “Espansionismo”, pittura espansiva. La sua linea pittorica è fondata in quattro linee essenziali, una linea gestuale energica, l’altra è espressiva nel colore per il colore senza accentuare il gesto, un`altra molto geometrica e costruttiva in una linea che presenta la combinazione tra geometria e gestualità…”

Nell’estate 1990 si trasferisce a Valbonne, il suo lavoro consente di tenersi informato sui movimenti d’avanguardia attraverso il padre dell’astrazione lirica, Georges Mathieu, si trattava di un’etica filosofica che accompagnava i due artisti di un totale movimento, grande rapidità, meditazioni e riflessioni al di là dell’estetica.

Nel 1997, sotto le direttive del critico e storico Giorgio di Genova e con altri quattro artisti italiani formano il G.A.D. (Gruppo Aniconismo Dialettico) – vedi “GAD, Gruppo Aniconismo Dialettico” – editore (BORA Bologna).

Nel 1999 al 2008, sempre più numerose le mostre e performance, tra la Spagna, gli Stati Uniti e Italia. 

Artisticamente parlando la patria di Pitti è il mondo. Da settembre 2012 si trova nella capitale bulgara, dove è approdato nelle acque tranquille del porto senza mare e senza rive di Sofia. In marzo 2013 personale al Museo National Gallery di Sofia – “Vis & Vertigo”, curatore Youlian Raytchef, Anna Amendolagine. Performance “VIS – la nascita”, “il percorso della vita”. Pitti espone nelle principali città d’arte della Bulgaria, riscontrando numerosi successi sia televisivi che giornalistici.  

Albino Pitti e uno dei principali artisti dell’Arte Contemporanea. I suoi dipinti sono esposti in gallerie, musei, fondazioni museali e collezioni private. Ha più di 500 mostre personali e collettive, sono più di 80 le sue performance. Sono numerosi i libri a lui dedicati. Ma come descrive il critico Guglielmo Gigliotti “Per Pitti l’opera non nasce, essa esplode.”

          

 

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